martedì 22 marzo 2022

Rialzarsi.

 




C'è un momento per tutti, in cui occorre ripartire. 

Un salto verso l'alto, cercare di portarsi nuovamente al livello lasciato tempo prima. 

L'ostacolo era troppo alto e ci ha fatto cadere, ma se c'è una cosa che occorre imparare fin da subito, non è la tecnica per "volare più in alto", piuttosto l'arte di risollevarsi e di riprendere tutto da capo, non una, non due, ma cento, mille volte e ancor di più.

Piccoli passi conducono lontano.

Occorre pazienza e volontà, soprattutto lasciare andare le cose del mondo e chiudendosi in sé stesso, elaborare il movimento vitale per la ripresa, sentirlo, apprezzarlo e farlo proprio.

dedico questi pensieri a tutti coloro che hanno interrotto i loro allenamenti, perché sappiano che rialzarsi è un'azione profondamente umana, richiede coraggio e umiltà, un viaggio a ritroso verso il centro, forse laddove si nasconde l'essenza chiamata "anima", la quale rimane un modello ispiratore.

Dunque, animo un passo dopo l'altro senza guardarne l'ampiezza, fissando semplicemente il momento.

Avanti Sempre

SDS Rulez


lunedì 21 marzo 2022

Military Training: forza e potenza


 



È natura del muscolo in movimento esprimersi tramite sfumature di forza.
La potenza, entro certi limiti, risulta essere una conseguenza al lavoro di forza, essa si manifesta attraverso una risposta di adattamento ad esercizi complessi quali strappo, slancio, squat e stacco.
Questa capacità del muscolo nel contrastare il carico di allenamento è straordinaria, la regola sembrerebbe essere semplice: fino ad un certo livello, più elevata sarà la forza allenata, più alta sarà anche la potenza espressa.
Vi sono molti programmi studiati per la forza e la potenza.
Nei programmi militari la forza e soprattutto la potenza non rappresentano una finalità specifica dell'addestramento. Piuttosto risultano quale conseguenza di un addestramento "misto" in cui la forza e la derivata potenza, sarebbero stimolate attraverso un'alternanza di esercitazioni svolte a carico naturale o con sovraccarichi pur sempre "limitati" nel tempo.
L'addestramento militare si basa essenzialmente sullo sviluppo della capacità di resistenza aerobica generale e specifica nelle sue varie componenti.
Ultimamente grazie a recenti studi e osservazioni raccolte direttamente dai campi operativi, è nata l'esigenza di migliorare il condizionamento fisico del militare stimolando maggiormente l'entità della forza e della potenza attraverso esercizi e metodi di allenamento propri per innalzare il livello di queste due capacità.
Questo accade ancora spesso senza una programmazione scientifica, senza una "periodizzazione" efficace e senza una identità precisa degli sforzi da sostenere.
Tutto ciò è caotico e diminuirebbe la performance operativa, in quanto non sarebbe prevista una razionale alternanza del carico, né uno scarico efficace, neppure la verifica del livello raggiunto e la messa in pratica degli interventi utili per promuovere il processo di supercompensazione.
I programmi "puri" di forza e potenza in uso sono troppo sofisticati per essere adottati da personale in continua esigenza "metabolica", spesso con turnazioni di lavoro in cui i processi di recupero fisiologico non hanno il tempo per stabilizzarsi.
I programmi commerciali poi, pur nella loro efficacia, spesso non considerano la periodizzazione e l'intensità progressiva, soprattutto trascurano gli impegni fisici del giorno dopo, non interessandosi del "modello prestativo" del militare.
Per molti anni ho idealizzato un "modello prestativo del soldato in azione", ipotizzando la "tipologia di missione" come la gara a cui conviene prepararsi.
Questa attitudine scientifica pone in essere una programmazione in cui prima di ogni altro aspetto e parallelamente agli impegni aerobici/anaerobici massivi, venga preparato nella fase iniziale, un allenamento di resistenza alla forza a bassa intensità che sia favorevole per l'apprendimento della esecuzione degli esercizi specifici per forza e potenza.

mercoledì 16 marzo 2022

periodizzare: si/no?

 





una domanda che mi pongo sovente, alla luce della determinazione e della ipotizzata "scientificità" di coloro che svolgono l'allenamento in stile "powerbodybuilding" e sedute di multifrequenza per conseguire la massima forza-ipertrofica (che non coincide con la ricerca della massima ipertrofia), è se "programmare l'ipertrofia nei vari distretti muscolari" con monofrequenza, sia poi così fattibile/semplice come lo è per i molti "esperti" che trattano dei sistemi di cui sopra notoriamente in multifrequenza.
Dico questo perché soffro sempre più di questa ambiguità, ovvero, da una parte la chiarezza di una metodologia di allenamento resa chiara e scientifica da Fleck sulla periodizzazione per disegnare l'allenamento di forza, e dall'altra lo scollamento e scollegamento della preparazione di ogni bodybuilder presente sulla faccia della terra, dedito a rincorre l'ipertrofia attraverso metodologie/esercizi allenanti non propriamente codificati e noti, in quanto più personalizzate e orientate al proprio essere.
Gli esperti del settore multifrequenza e forza dediti a elucubrazioni raramente interessanti, ripetono alla noia quanto dice al momento attuale la maggioranza degli studi che prendono in considerazione la periodizzazione dell'allenamento della forza, ovvero che in definitiva quanto conta per progredire è mettere in atto il modello classico basato sulla progressiva riduzione del volume e l'aumento dell'intensità.
Ma questo principio pur nella sua giustezza, in quanto a conti fatti periodizzare i carichi consente di raggiungere maggiori risultati in termini di forza rispetto a chi non utilizza periodizzazioni, è oggi più che mai messo in crisi dalla carenza di informazioni su una vasta fetta di popolazione sportiva dedita ad altri sport, ad altre discipline, tra queste discipline rientra il bber che segue allenamenti in monofrequenza.
Come si fa quindi a stabilire se una periodizzazione fondata su carichi periodizzati per la forza (volume/intensità) sia superiore per ipertrofia raggiunta, rispetto ad una basata su carichi alternati e alternativi il cui range di carico/set/reps/rec di impiego è indirizzato alla sola ed esclusiva ipertrofia?
Meglio allora tentare l'inosabile ovvero dedicarsi a quella che definisco una "de-programmazione eretica" in cui si segue semplicemente "l'identità muscolare" del soggetto.
Non è detto che questo mio modello di visione sia poi utile per l'accrescimento di altre qualità.

martedì 15 marzo 2022

Human Activity Recognition


 


Monitorare la dose-risposta dell'esercizio fisico è oggi un compito agilmente svolto dall'onnipresente "smart-watch".
Non c'è polso al mondo che non sia dotato di un qualsiasi strumento multitask.
L'acronimo HAR sta per Human Activity Recognition e indica la registrazione dei dati vitali, spesso ininterrotti nell'arco delle giornate, per monitorare attività quali camminare, correre, sedersi, stare in piedi, allenarsi in ogni modo, guidare, ecc.
Una raccolta imponente di dati utili anche per indagine e ricerca medica.
Credo che l'utilizzo orientato degli smart-watch possa dimostrarsi efficace nell'ambiente militare.
Il monitoraggio dei dati vitali, eventualmente escludendo il GPS per motivi di sicurezza, indica al trainer coach il rilevamento delle caratteristiche "operative-specifiche" degli uomini in azione, l'effetto dose-risposta di ogni esercitazione è una traccia su cui "costruire" la prestazione del singolo.
Un controllo della prestazione attraverso indicatori specifici sarà efficace e produttivo.
L'obbiettivo da monitorare è la prestazione sia essa individuale che di gruppo, e la valutazione per ciascun soggetto, delle tre fasi di fatica: moderata-elevata-eccessiva.

lunedì 14 marzo 2022

Programmare

 




Programmare è una fase fondamentale per raggiungere gli obbiettivi agonistici stagionali.
Vi sono autentici specialisti del settore che curano dettagliatamente ogni fase della preparazione dell'atleta, metodi, mezzi e modalità necessarie per realizzare l'obbiettivo.
Eppure, constato molto spesso che la più piccola delle unità programmate, ovvero la seduta singola allenante, non viene svolta con la giusta "tensione": la tensione del vincente.
La seduta di allenamento rappresenta il "punto di passaggio, la porta di accesso tra le teoria e la pratica", da questo momento inizia tutto e tutto si realizza.
Proprio la realizzazione non potrà essere né corretta né tantomeno ripetuta, ciò che è fatto è fatto.
Così alcune sedute si svuotano pericolosamente della giusta applicazione e della concentrazione massimale.
"non si volge chi a stella è fisso" è un monito che dovrebbe essere scritto a caratteri cubitali nel cuore di ogni atleta, di ogni allenatore/preparatore.
Non distogliere mai lo sguardo dall'orizzonte dove si addenseranno le molte ore di gara, sudore e fatica. Avanti sempre.

giovedì 10 marzo 2022

individualità e addestramento militare





Nell'ambito poi dell'addestramento e della preparazione militare, c'è un punto necessario che è coerente con "l'individualizzazione". Ogni individuo possiede una personalità che è una combinazione di qualità mentali e fisiche, e la strategia di preparazione non potrà mai essere uguale per tutti.
Dopo un periodo di addestramento collettivo, superato il quale il "team" giunge ad una "uniformità e affinità neuromuscolare", è bene che del militare siano identificate ed enfatizzate le qualità individuali e le caratteristiche psicofisiche.
Le caratteristiche psicofisiologiche accentuate e potenziate nel periodo formativo, garantiranno vantaggi, correggeranno svantaggi, esalteranno punti forti e colmeranno punti deboli.
Il trainer dovrà tenere a mente un contesto definito "effetto determinato dall'addestramento", in ossequio al quale la personalità del militare sarà influenzata dal "ciò che uno è": high responder-low responder". Nello specifico il "low responder" non avrà successo con il programma di addestramento quanto un "high responder". Tollerare carichi gravosi giornalieri, non è per tutti e varia notevolmente anche tra individui ben addestrati e dotati di un bagaglio atletico efficiente. Per questo motivo un "low responder" dovrà raggiungere attraverso addestramenti "trasversali" la condizione fisica adeguata alle esigenze imposte dallo standard allenante.
Un addestramento efficace "trasversale" è quello che definisco "della motivazione presente", un continuo e incisivo sostentamento verbale durante ogni singola azione allenante, in grado di stimolare e determinare ad un grado più elevato lo status psicologico del soldato e modificando così il suo comportamento attivo.











lunedì 21 febbraio 2022

la velocità e il tessuto adiposo.

 




In un allenamento caratterizzato da velocità elevate, si nota una maggior diminuzione del tessuto adiposo rispetto a quello con velocità scarse (Fleck 1980).


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